E-commerce, nuovi player dall’Oriente
In Cina i giganti dell’e-commerce hanno registrato un vantaggio insormontabile rispetto tutti gli altri piccoli giocatori. Il mercato Business to Consumer (B2C) è dominato da Tmall e JD che rispettivamente si aggiudicano il 51% e il 23% delle vendite. Il mercato Consumer to Consumer (C2C) è invece dominato da Taobao che possiede oltre il 95% del mercato. Appare evidente che nessun altro player possa sopravvivere o quanto meno competere con il predominio dei colossi cinesi. Aziende locali e globali come Yihaodian, Suning, Amazon e VIPShop non sono in grado di sfruttare le economie di scala di cui godono invece i leader di mercato.
La stessa situazione cinese si potrebbe dire anche per l’India, dove a far da padroni vi sono Flipkart e Snapdeal. L’e-commerce deve quindi guardare altrove e puntare al Sud-est asiatico. In quelle regioni il mercato e-commerce è ancora piuttosto frammentato e allo stato attuale non spicca alcun leader. Nessun, WeChat nessun Alipay. Il metodo di pagamento l’utilizzato per l’80% di tutte le transazioni monetarie è ancora il contrassegno. Il mercato e-commerce nel Sud-est è pronto per spiccare il volo e tutti i players sono chiamati a fare del loro meglio.
Allo stato attuale è davvero difficile individuare dei veri e propri leader. È vero ci sono giocatori come Rocket Internet’s Lazada che detengono circa il 20% del mercato, ma se la storia cinese insegna, è difficile affermare se tra qualche anno l’azienda continuerà a guidare la classifica. Basti pensare che nel 2008 Amazon e DangDang detenevano il 15% e 16% rispettivamente del mercato e-commerce cinese. Oggi le stesse aziende possono contare solo sul 2,1% e 2% rispettivamente.
È davvero presto per definire dei leader, ma le strategie aziendali vanno via via delineandosi. Un player locale come MatahariMall recentemente ha investito oltre 500 milioni per dare vita al più grande sito di e-commerce indonesiano. ha investito 249 milioni di dollari in SingPost.
In Cina l’applicazione mobile WeChat ha sconvolto completamente lo spazio e-commerce. All’interno di un’unica applicazione è possibile ordinare cibo, pagare le bollette, trasferire denaro e così via. Il mercato Sud-est asiatico sembra essere diretto nella stessa direzione.
Mentre in altri paesi l’e-commerce ha preso piede a partire dai desktop e notebook, nel Sud-est asiatico lo smartphone può ritenersi la prima e unica incursione di Internet. Basti pensare che, secondo uno studio di Google, in Cina solo l’8% degli utenti accede alla Rete da smartphone, mentre in Malesia e Vietnam la percentuale sale al 31% e 21% rispettivamente.
La Great Firewall of China ha tenuto fuori dai confini la grande maggioranza delle aziende di e-commerce, mietendo vittime come eBay, Google, Amazon e Groupon. Il mercato del Sud-est asiatico al contrario è aperto e tutti i player, locali e non, che potranno usufruire della stessa capacità di accesso.
tratto da hosting talk


