Starbucks scommette su AI e automazione per servire caffè e cappuccini
Starbucks ha investito centinaia di milioni di dollari nell’AI e nell’automazione; sta testando robot che accettano ordini take away, assistenti virtuali che aiutano il barista a ricordare le preparazioni, gestire orari, scorte, ecc., una serie di mosse che dovrebbero permettere alla catena multinazionale, fondata 55 anni fa, di invertire la rotta, dopo anni di difficoltà nelle vendite.
Lo riferisce BBC spiegando che l’azienda la scorsa settimana ha registrato un primo incremento nelle vendite dopo due anni di sofferenza negli Stati Uniti, il suo più grande e importante paese di riferimento, mercato da dove arrivano quasi il 70% delle entrate.
Brian Niccol, l’amministratore delegato dell’azienda, si dice fiducioso di una crescita costante, evidenziando la necessità di investimenti in tecnologia, a duo dire “cruciali” per garantire un miglioramento delle vendite e ottenere profitti migliori.
Ai ma anche più rapporti più umani
Gli investimenti nell’AI di Starbucks non sono una novità: già lo scorso anno Niccol aveva confermato sperimentazioni in questo ambito, rivelando l’esistenza di sistemi interni pensati per assistere il personale in tempo reale e che in futuro l’app dedicata potrebbe persino arrivare a prevedere gli ordini dei clienti ancora prima che vengano effettuati (basterà pronunciare una fase del tipo: “Ehi, voglio il mio solito caffè, arrivo tra dieci minuti”).
Niccol ha in precedenza spiegato che l’AI è sfruttata nei caffè per la gestione delle attività quotidiane, liberando tempo e migliorando l’efficienza, permettendo ai baristi di concentrarsi sull’esperienza dei clienti; tra i consigli, anche quello di tornare a scrivere a mano, con il pennarello, il nome del cliente sui contenitori di carta, per rendere più “intima” l’atmosfera.
Ai a parte, infatti, Starbucks sta spostando l’attenzione dall’efficienza operativa alla qualità dell’esperienza nel suo complesso, puntando a baristi capaci di offrire bevande personalizzate e un servizio “umano”. Tra i cambiamenti in corso, investimenti da 150.000$ a negozio con migliorie estetiche, funzionali e strette sull’uso dei bagni (riservati solo ai clienti, un cambio di rotta rispetto alle precedenti policy che permettevano a chiunque di usarli, clienti e no).
Fonte: macitynet.it


