Tablet: per Aldi, Lidl, Decathlon, Tesco è Private Label

Si tratta di un trend quanto meno curioso. Nemmeno le stesse insegne di elettronica di consumo, in Europa o negli Usa, hanno osato tanto. Neppure Media World, che in Germania conta un centinaio di prodotti a marchio ben identificabili, ha optato per la vendita di tablet a proprio nome.

I motivi dell’introduzione dei tablet negli assortimenti di retailer grocery e di sport possono essere molteplici:
. la tecnologia ha costi sempre più bassi,
. la concorrenza fra produttori di tecnologia è sempre più elevata,
. il tablet può diventare un gadget di lusso e essere usato come arma promozionale,
. i due discount, Lidl e Aldi, lo usano sia come presenza continuativa nell’assortimento, sia come momento distintivo per un up grading del posizionamento e dell’immagine di insegna.
. la fascia bassa dei tablet ha caratteristiche simili fra tutte le marche che si cimentano in questo segmento, difficile sottrarsi al confronto.
. i margini sono bassi, nonostante siano basse le spese di marketing, ma è necessario vendere un volume alto di pezzi.
. la produzione è a termine, la fine dello stock segnala anche l’uscita dagli scaffali di quel prodotto.

. Un caso a parte è rappresentato da Decathlon e il suo Quechua, il brand per le attrezzature di montagna. In questo segmento la marca del distributore domina le quote di mercato. Sono rare le marche dell’IDM. Evidentemente i target di consumatori serviti avevano un bisogno latente per il tablet. È il più elegante di tutti e dimostra una capacità del brand all’up grading davvero invidiabile.

Tratto da: Retail Watch

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