Smart Retail Award 2025 – Intervista a Stefania Colli- Espo & Cartotec Spa

Negli ultimi anni, le soluzioni POP non durevoli stanno evolvendo verso un equilibrio tra esperienza immersiva, engagement del consumatore e sostenibilità ambientale. Il Retail non è più solo esposizione, ma un’occasione per sorprendere, coinvolgere e comunicare valori green in maniera concreta.

In questo contesto si inserisce “Isola Fanta 70° Wow Topolino”, progetto di Espo & Cartotec Spa, vincitore del Green Retail Award nella categoria POP Non Durevoli allo Smart Retail Award.
Il brief richiedeva un’isola espositiva capace di valorizzare il premio del concorso Fanta: una vera automobile Topolino. La soluzione ha trasformato il premio in un’attrazione visiva unica, con una Topolino in cartotecnica a grandezza quasi naturale posizionata su una strada scenografica interamente realizzata in cartone. Il percorso, arricchito dai colori vivaci di Fanta, e i cartelli a forma di segnale stradale hanno creato un’esperienza immersiva, interattiva e memorabile per il consumatore.

Oltre all’impatto creativo, l’isola è stata progettata con attenzione alla sostenibilità: materiali 100% riciclati e riciclabili, logistica ottimizzata per ridurre viaggi e ingombri, e stampa eco-friendly monomateriale per garantire brillantezza senza film plastici.

Abbiamo intervistato Stefania Colli, Direttore Commerciale di Espo & Cartotec Spa per approfondire le scelte progettuali, creative e green di un progetto che unisce impatto visivo, engagement e attenzione all’ambiente.

Il brief richiedeva di valorizzare il premio del concorso Fanta – una vera Topolino – con un’isola espositiva unica. Come avete sviluppato il concept e quali criteri vi hanno guidato nella scelta del design immersivo e interattivo?
Quando abbiamo ricevuto il brief da Fanta, era chiaro che non si trattava semplicemente di esporre un premio, ma di trasformarlo in un’esperienza. La Fiat Topolino rappresenta un’icona di design, simpatia e italianità: abbiamo deciso di amplificarne il valore emozionale costruendo intorno ad essa una vera e propria scenografia.
Il concept nasce dall’idea di “mettere in strada” il sogno. Abbiamo ricreato un percorso urbano stilizzato, con una Topolino in cartotecnica quasi a grandezza naturale, posizionata su una strada tridimensionale interamente in cartone. La segnaletica, le grafiche vivaci e l’uso coerente dei codici colore del brand hanno trasformato l’isola in un touchpoint esperienziale.
I criteri guida sono stati tre: massima visibilità a distanza, interazione intuitiva (foto opportunity e percorso che invita ad avvicinarsi) e coerenza narrativa con il tono giocoso e sorprendente di Fanta. L’obiettivo era generare wow effect, ma anche permanenza davanti all’isola e condivisione spontanea.

L’isola è stata realizzata interamente in cartotecnica, con materiali 100% riciclati e riciclabili, e una stampa eco-friendly. Quanto è stato strategico integrare sostenibilità e creatività in un progetto POP non durevole di forte impatto visivo?
Oggi non esiste più una vera creatività nel POP se non è sostenibile. Nel caso di “Isola Fanta 70° Wow Topolino”, vincitore del Green Retail Award allo Smart Retail Award, l’integrazione tra design e sostenibilità non è stata un vincolo, ma un driver progettuale.
Abbiamo scelto materiali 100% riciclati e riciclabili e una stampa monomateriale eco-friendly che garantisse brillantezza cromatica senza ricorrere a film plastici. La sfida era dimostrare che anche una struttura scenografica complessa, tridimensionale e di forte impatto potesse essere completamente in cartotecnica.
Dal punto di vista strategico, questo approccio rafforza sia il posizionamento del brand sia quello del retailer. Il consumatore è sempre più attento e riconosce quando il messaggio green è autentico e strutturale, non cosmetico.

La logistica e l’ottimizzazione degli spazi sono state progettate per ridurre viaggi, ingombri e emissioni. Quali sono state le principali sfide nell’unire funzionalità, facilità di montaggio e sostenibilità ambientale?
La principale sfida è stata progettare una struttura apparentemente “importante” ma logisticamente efficiente. Abbiamo lavorato su ingegnerizzazione modulare, riducendo al minimo i volumi in fase di trasporto e studiando incastri che consentissero un montaggio rapido senza strumenti complessi.
Ridurre viaggi e ingombri significa agire su più livelli: ottimizzazione dei pallet, packaging secondario ridotto e istruzioni di montaggio estremamente chiare per diminuire tempi di installazione e interventi correttivi.
Il punto chiave è stato integrare già in fase di concept il pensiero logistico. Sostenibilità non significa solo materiale riciclato, ma anche meno CO₂ lungo tutta la filiera, dalla produzione allo smaltimento.

Il progetto combina engagement, storytelling e sostenibilità. Come bilanciate oggi performance commerciale, esperienza immersiva e principi green in un progetto POP non durevole? Quali trend vedete per il futuro di questo tipo di esposizioni?
Oggi il POP non durevole deve performare su tre assi contemporaneamente: sell-out, memorabilità e responsabilità ambientale. Non è più sufficiente “esporre bene” il prodotto; bisogna creare un micro-evento nel punto vendita.
Il bilanciamento avviene attraverso una progettazione integrata: marketing, ufficio tecnico, produzione e logistica lavorano insieme sin dalle prime fasi. L’obiettivo è garantire ritorno commerciale misurabile, senza compromettere la coerenza con i valori ESG del brand.
Per il futuro vediamo tre trend chiave:
• sempre più monomateriale e semplificazione strutturale;
• design pensato per il fine vita (facile separazione e riciclo);
• integrazione tra fisico e digitale, con QR code e contenuti esperienziali che amplificano l’engagement senza aumentare l’impatto materiale.

Il Retail sta diventando uno spazio narrativo. Chi saprà unire creatività, ingegnerizzazione e sostenibilità reale avrà un vantaggio competitivo concreto.

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