Social network, potenzialità della vendita diretta sulle communi
Il fine ultimo di Twitter, come della maggior parte delle Web company, è quello di di fare profitti e fare acquistare gli utenti.
Ma se sui siti di e-commerce la strada che porta dal primo clic sul prodotto alla pagina per ultimare l’acquisto è costruita per evitare ripensamenti, vendere sui social network è complicato soprattutto perché si tratta di piattaforme dedicate all’intrattenimento e ricche di stimoli che distraggono l’utente dal completamento dell’acquisto. Proprio tendendo conto di questo aspetto, la vendita diretta dalla timeline di Twitter o dalle altre piattaforme è destinata a funzionare per gli acquisti di impulso. Prodotti che costano poco, offerte speciali o limitate nel tempo.
il social network che aiuta maggiormente i siti di e-commerce è Pinterest, soluzione particolarmente votata alle immagini (e in forte crescita). In questo caso non si sta parlando di vendita diretta, ma degli utenti che arrivano alla pagina di un prodotto dopo averlo visto sul profilo di un amico o citato nei suoi commenti. La piattaforma Shopify, soluzione che permette di realizzare siti di e-commerce, ha analizzato che il traffico proveniente da Twitter è pari a quello che arriva da Pinterest, nonostante la popolarità maggiore del primo, e chi ha arriva dal social visuale ha il 10% di probabilità in più di fare un acquisto. E ancora, i visitatori di e da Pinterest spendono in media 80 dollari, più del doppio della media degli ordini di chi arriva da Facebook.
Il segreto, tornando a quanto detto prima, è creare un contesto più possibile affine alla vendita, soprattutto se si vuole convincere l’utente a farsi incuriosire e mettere mano al portafoglio nel giro di qualche secondo e pochi tocchi sul mouse.
La vera domanda da porsi è quali siano le potenzialità quantitative della vendita diretta sulle community.
Tratto da wired.it


