I consumi familiari di frutta secca in Italia

L’analisi dei dati Coicop (Classificazione dei consumi individuali secondo lo scopo), ha reso possibile la ricostruzione dettagliata della spesa delle famiglie in oltre 200 categorie. Tale classificazione, infatti, è lo standard internazionale per organizzare la spesa famigliare in categorie omogenee con l’obiettivo di analizzare le abitudini di consumo, consentendo confronti affidabili nel tempo e tra territori.

La mappa dei consumi di frutta secca in Italia
La mappa mostra i consumi delle famiglie per la categoria frutta secca, intesa come frutta essiccata e disidratata e frutta secca con guscio o sgusciata.

La colorazione delle aree di gravitazione geografiche (aggregazione di comuni in base alla loro attrazione economica) rappresenta il consumo annuale delle famiglie; il colore più scuro indica un consumo maggiore, che arriva fino ai 77 euro annuali. Le prime aree di gravitazione con un maggior consumo si trovano nel Nord Italia: in questa zona spiccano, in particolare, le aree di Badia (77€), Cernusco sul Naviglio (74€), Pordenone (73€).

Aggiungendo un ulteriore livello di lettura, la dimensione del cerchio rappresenta il consumo totale regionale in milioni di euro: 263 milioni di euro della Lombardia, 145 del Lazio, 125 del Veneto, 117 dell’Emilia-Romagna e 118 del Piemonte.

La lettura contestuale dei dati offre alcuni spunti di riflessione interessanti: le prime tre regioni per consumo familiare sono Friuli-Venezia Giulia (66€), Valle d’Aosta (61€) e Trentino-Alto Adige (60€), ma qui il consumo totale non è elevato. Seguono poi Veneto (59€), Piemonte (59€) e Lombardia (58€), la cui somma del consumo totale regionale raggiunge il 36% del consumo totale italiano.

Quali sono i tre comuni in cui il consumo familiare è più elevato?
Troviamo i comuni di Monza (77€), Formigine (74€) e Lainate (70€). Invece, Andria (37€), Mondragone (34€) e Luino (32€) mostrano i consumi più bassi.

Vuoi diventare socio

di Retail Institute Italy?