Risk Management 4.0: Prevedere l’impatto economico delle calamità

Non è necessario essere esperti per comprendere che l’esposizione ai rischi idrogeologici in Italia è in costante aumento.

Il totale della popolazione esposta ad un rischio idrogeologico e/o sismico elevato o estremo di oltre 10 milioni di persone per un totale di 6,5 milioni di abitazioni e 1 milione di aziende

I recenti eventi di Niscemi e di Petacciato hanno riportato in luce la vulnerabilità del Paese, ma essi si inseriscono in un contesto molto più ampio. Infatti, frane, alluvioni e rischio sismico mettono sempre più sotto pressione piccoli e grandi comuni dell’intera nazione. Secondo ISPRA, il 94,5% dei comuni italiani è esposto a rischio frana, alluvione, valanga e/o erosione costiera e il 40% del territorio nazionale è esposto a rischio sismico.

Il rischio territoriale non dipende soltanto dall’ambiente, ma è un tema che coinvolge direttamente persone, imprese e investimenti. La fragilità naturale del territorio italiano si intreccia con la pressione insediativa e le trasformazioni del suolo, rendendo indispensabile l’adozione di strumenti di analisi puntuali e integrati.

In questo contesto, GEO Risk rappresenta un’evoluzione rispetto alle tradizionali mappature della pericolosità: non si limita a indicare dove si verificano i fenomeni, ma misura quante persone, abitazioni e aziende risultano effettivamente esposte. L’integrazione tra dati ambientali e socioeconomici consente così di trasformare il rischio da informazione descrittiva a strumento operativo per la pianificazione territoriale, la prevenzione e la valutazione degli investimenti.

Fonti e tipologia dei dati

Il modello GEO Risk integra:

· Open Data ufficiali (ISPRA, INGV, ENEA) su frane, alluvioni e terremoti;

· Dati proprietari GEO Marketing per quanto riguarda residenti per civico, numero di abitazioni per civico e numero di aziende per civico.

Questa integrazione permette di stimare non solo la pericolosità territoriale, ma anche l’esposizione reale di persone, immobili e attività economiche.

Per questo motivo, l’analisi puntuale dell’urbanizzazione e della distribuzione della popolazione consente di ottenere informazioni indirette sul grado di occupazione del suolo e sulla pressione insediativa del territorio, offrendo una misura concreta dell’interazione tra vulnerabilità naturale e fattori antropici.

Indicatori sintetici GEO Risk

Sono stati sviluppati quattro indicatori principali:

1. Social Exposure – Numero di individui residenti esposti ad almeno un rischio naturale di pericolosità elevata.

2. Real Estate Impact – Numero di unità abitative (censendo le cassette postali ad uso residenziale) esposte ad almeno un rischio naturale di pericolosità significativa

3. Business Continuity – Numero di unità locali di impresa (censendo le cassette postali ad uso aziendale) esposte ad almeno un rischio naturale di pericolosità elevata.

4. Land (%) – Rappresenta l’incidenza territoriale, ovvero la percentuale di superficie dell’area analizzata interessata da almeno una tipologia di pericolosità.

5. GMCR (Multi-Hazard Criticality Rank) – Indicatore di sintesi della multi-pericolosità naturale: non si limita a misurare l’incidenza delle aree soggette a pericolosità, ma le classifica attraverso un’analisi multidimensionale basata anche sulla compresenza dei fenomeni naturali analizzati.

Valore aggiunto

Indicando il carico sociale e le priorità di evacuazione, GEO Risk consente di quantificare con precisione (fino al numero civico) quante persone, immobili e aziende siano esposte a un rischio medio, elevato o molto elevato.

Il modello non si limita alla dimensione ambientale, ma integra anche l’impatto economico del rischio, valutando il livello di resilienza di territori particolarmente colpiti.

Gli indicatori offrono un supporto strategico e concreto ai soggetti privati, come GDO, banche, assicurazioni ed anche enti pubblici. Grazie alla possibilità di mappare il territorio con precisione, è possibile individuare le aree più esposte e gestire meglio il rischio dal punto di vista economico. Permettono infatti di stimare i possibili danni e di stabilire quali siano le aree maggiormente colpite, contribuendo così a proteggere sia il territorio sia le attività e le persone che lo vivono ogni giorno.

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